Il settore europeo dei trasporti pesanti e atipici non ha ricevuto per molti anni – anzi, per decenni – il sostegno di cui ha bisogno e che merita da parte delle autorità di regolamentazione e dei leader politici. Questa situazione sta ora iniziando a cambiare, mentre l'Europa rivaluta le proprie priorità energetiche, industriali e militari a seguito del tragico conflitto in Ucraina.
La pressione politica per le riforme ha iniziato ad aumentare concretamente dopo l'annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014, quando la NATO ha intensificato la sua presenza militare e le esercitazioni nell'Europa orientale, coinvolgendo migliaia di soldati e mezzi di trasporto pesanti. L'intervento della NATO e le successive esercitazioni del 2020 e del 2021 hanno messo in luce il fatto che molte strade e ponti non erano sufficientemente robusti per sopportare i carichi e, in alcuni casi, i veicoli militari hanno dovuto effettuare lunghe deviazioni o attendere soluzioni ingegneristiche temporanee.
Ciò ha dato enorme peso alle richieste di lunga data dell'ESTA affinché l'Europa aumenti drasticamente gli investimenti nelle infrastrutture e sviluppi una rete di corridoi di trasporto pesante interconnessi su cui concentrare tali investimenti. Questi corridoi potrebbero seguire la rete stradale transeuropea e includere anche strade di elevata rilevanza economica, come quelle che conducono alle zone industriali e ai porti.
È inoltre essenziale che questa rete includa aree di parcheggio sicure e protette, in grado di accogliere veicoli pesanti e in condizioni stradali anomale: questo è uno dei motivi per cui ESTA è diventata membro associato di ESPORG e ne sostiene con forza il lavoro e gli obiettivi.
Il dibattito è in corso e, nel tentativo di mantenere alta la pressione, il mese scorso l'ESTA ha inviato una risposta dettagliata al "Libro bianco sulla prontezza della difesa europea al 2030" della Commissione europea.
Il Libro bianco individua sette aree prioritarie fondamentali per costruire una solida difesa europea, tra cui la necessità di agevolare la mobilità militare "attraverso una rete a livello europeo di corridoi terrestri, aeroporti, porti marittimi ed elementi e servizi di supporto".
L'ESTA ha accolto con grande favore la pubblicazione del Libro bianco e delle sue raccomandazioni, ma aggiunge che sono essenziali anche le riforme burocratiche e amministrative.
Le normative vigenti, come quelle che regolano la segnaletica o i permessi per i trasporti eccezionali e straordinari, variano da paese a paese e, in alcuni casi, persino da distretto a distretto.
Ciò spesso causa gravi ritardi e gli Stati europei hanno urgente bisogno di semplificare e armonizzare le normative e le procedure, che sono un elemento chiave per la mobilità militare, nonché per l'economia energetica e industriale europea.
Molte delle misure che ESTA richiede da anni sono contenute nelle proposte di revisione della Direttiva UE sui pesi e i trasporti (96/53). In particolare, le revisioni previste includono l'adozione a livello europeo della documentazione standard SERT per la registrazione dei veicoli a carico eccezionale, un'iniziativa che ESTA sostiene da molti anni.
Altre misure includono:
• uno sportello unico per i permessi per ciascun paese
• moduli standardizzati per la richiesta di autorizzazione
• utilizzo di permessi elettronici
• armonizzazione delle norme di scorta e della segnaletica dei veicoli
• divieto di requisiti linguistici per i conducenti
• garantire che i sistemi di autorizzazione siano disponibili in tutte le lingue dell'UE
Tali riforme sono attese da tempo e speriamo che ricevano l'approvazione definitiva durante l'attuale presidenza danese, il cui mandato termina a dicembre.
Come già accaduto con la richiesta di corridoi di trasporto, riteniamo che le argomentazioni siano state comprese e recepite. Ora abbiamo bisogno che i nostri leader politici forniscano risultati concreti, per il bene di tutti.
Scritto da Ton Klijn, direttore dell'ESTA
